LA TRUFFA TELEFONICA DETTA “WANGIRI”

Vi è mai capitato di ricevere uno squillo da numeri sconosciuti senza riuscire a rispondere in tempo ed essere indotto a richiamare? Potreste essere stati vittime di una truffa molto frequente definita Wangiri (una parola giapponese che significa “squillo e giù”) che può costare alcuni euro e che consiste nel chiamare un numero di cellulare che si è riusciti in qualche modo a ottenere, far squillare una volta e riagganciare prima che si riesca a rispondere.
A questo punto chi ha ricevuto la chiamata è indotto a richiamare pensando che possa trattarsi di una chiamata importante o per semplice curiosità. Chiamando il numero sconosciuto, si sente squillare e si rimane in attesa di una risposta, ma nel frattempo il proprio credito telefonico scende o la propria bolletta sale perché in realtà dall’altra parte la linea è stata aperta e lo squillo che si sente è simulato, non ci si rende conto ma ci si è collegati ad un servizio a pagamento ad alta tariffazione e più si rimane in attesa più si paga. Con questa truffa si possono perdere alcuni euro a seconda di quanto tempo si rimane in linea.
A quanto sopra, si aggiungono le quotidiane invasioni della personale privacy e tranquillità dovuta all’elevatissimo numero di chiamate che pervengono da numeri sconosciuti di call center che cercano di vendere contratti per l’energia o abbonamenti a linee telefoniche e dati o altro ancora. Le forze di polizia, le istituzioni varie e molte associazioni di consumatori consigliano un certo numero di azioni e buone pratiche che possono essere effettuate per limitare le chiamate ricevute ed evitare le truffe, che sono: non rispondere alle chiamate da numeri sconosciuti; bloccare o segnalare come spam il numero telefonico tenendo presente che questa soluzione può rivelarsi insufficiente perché ci sono sistemi che generano migliaia di numeri inesistenti; verificare il numero di telefono con il servizio presente sul sito Agcom che consente di risalire alle società esercenti i servizi di call center; limitare l’accettazione di cookie, quando si naviga su internet, a quelli essenziali evitando quelli opzionali per evitare tracciamenti indesiderati e conseguente registrazione di informazioni sui propri interessi; firmare solo i consensi privacy necessari alla fornitura di un servizio evitando di fornire i propri dati a terzi e così diffonderli a un numero imprecisato di società commerciali.