Ludopatia e procedure di composizione della crisi
Ludopatia e procedure di composizione della crisi
La Giurisprudenza di merito è pressoché granitica nell’affermare che il debitore ludopatico possa accedere alle procedure di composizione della crisi, a condizione che la sua ludopatia sia frutto di una effettiva patologia oggetto di apposita certificazione medica ( Trib. di Torino 11 aprile 2019, Trib. di Messina 18 aprile 2023, Trib. di Catania 6 giugno 2024).
Solo in questo caso, infatti, il sovraindebitamento potrà essere considerato incolpevole, poiché il proprio disturbo lo ha reso “inconsapevole dei rischi finanziari derivanti dalla frequentazione delle sale giochi”.
Il debitore dovrà altresì dimostrare di aver intrapreso un percorso terapeutico atto al recupero dalla propria condizione; circostanza questa che lo renderà, unitamente all’assenza di colpa, soggetto meritevole.
La procedura è ammissibile, laddove ricorrano le sopra condizioni, nell’ipotesi in cui il sovraindebitamento sia stato provocato o aggravato dalla ludopatia del soggetto.
Nel corso della procedura di composizione della crisi, il debitore dovrà inoltre tenere una condotta irreprensibile evitando nuove esposizioni debitorie.
Ne consegue, quindi, che la colpa grave è esclusa in tutte quelle ipotesi nelle quali la causa del sovraindebitamento è dipesa da fattori esterni o da circostanze imprevedibili che per loro natura fuoriescono dalla sfera di controllo del debitore. Fattori e circostanze ulteriori esterne possono essere ad esempio: perdita del lavoro, malattia o lutto, usura subita, aumento del tasso di interesse, con conseguente aggravamento delle condizioni di vita del debitore e/o della sua famiglia.


